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Supporto alle comunità

Collaborazioni con diverse comunità residenziali

Il Dr. Cannavò ha collaborato con diverse comunità residenziali per la costruzione di percorsi terapeutici per la riabilitazione di soggetti psicotici.

Attualmente lavora presso la Comunità La Grazia di Caltagirone.

  • Tale esperienza ha permesso l'acquisizione delle seguenti competenze:
  • capacita di lavorare in team/equipe;
  • capacità di mediazione;
  • competenza nella comunicazione e nella gestione dei conflitti;
  • capacità nel cogliere le risorse umane e valorizzarle;
  • competenza nella motivazione e nella rimotivazione;
  • capacità di creazione di reti sociali.
  • scambi professionali multidisciplinari tra operatori di differenti ambiti;
  • coordinamento ed indirizzo di gruppi di operatori nella stesura e nella esecuzione di progetti terapeutici-riabilitativi all’interno della realtà comunitaria;
  • capacità di organizzare e condurre gruppi di lavoro e realizzazione progetti;
  • capacità decisionali e di problem solving;
  • ideazione e sviluppo di progetti secondo l’analisi dei fabbisogni.

Ha collaborato con le seguenti comunità:

Villa Salvador, Milo (Ct); S.Paolo, Militello (Ct); Magnolia, Siracusa; Cafeo, Modica (Rg),

" Dal primo giorno che ho iniziato a lavorare in comunità pian piano ho sentito e riconosciuto un ground stabile creatosi negli anni frutto della storia della stessa e di ogni singola particella che è entrata in contatto con la follia. Tutto sembra far parte di un equilibrio che ogni volta si trasforma per potere accogliere una nuova speranza. Mi piace pensare molto alla parola speranza perché è quella che vedo negli occhi di chi fa il suo primo ingresso nella mia comunità o di chi lo sostiene nel prendere questa decisione. Corpi che hanno vagato o corpi che improvvisamente hanno perso il controllo, si ritrovano insieme ad altri corpi con le loro storie, e attraverso il loro stare in questo luogo iniziano ad avere maggiore fluidità e a farsi raccontare. A volte sento il loro ri-iniziare ad esistere. Il paziente grave non ha raggiunto se stesso e non ha costruito dentro di se il senso di integrità (Salonia, 2001), non sa di esserci. (Francesetti, 2011)

Emerge in me la figura di una comunità/metafora: le braccia e il respiro dei genitori che sono mancati o che non sono stati in grado di mettere in atto quell'essere-con che permette di ristabilire per quanto possibile una capacità di contatti nutrienti, capacità innata che si sviluppa se sostenuta in modo appropriato (Stern, 1987; Salonia, 1989) La creazione di un ambiente terapeutico (accogliente, flessibile e rassicurante) che permette, attraverso l'integrazione e la personalizzazione, una differenziazione del sé. (Lobb, 2002b; 2003a). Il modello di Margherita Spagnuolo Lobb, (2003) sul lavoro gestaltico di gruppo in comunità psichiatriche mi orienta e mi dà respiro, come il vento con la barca a vela, mi dà l'energia e la spinta"

"L'incontro con il paziente rappresenta per me il camminare su un ponte tibetano,
con continui aggiustamenti, guardandosi, rischiando di cadere ogni attimo al fine di godere della bellezza dell'incontro
e del percorso di avvicinamento fatto. Un poter guardare finalmente insieme tutto quello che ci circonda."

CANNAVO' DR. MICHELE PSICHIATRA | 48, Via Ravanusa - 95030 Tremestieri Etneo (CT) - Italia | P.I. 01741230856 | Cell. +39 340 4659602 | michele.cannavo@gestalt.it | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy
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